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Regole Comportamentali
Che il
risultato sportivo conti moltissimo non c’è
dubbio. E’ anche vero, però, che il
calciatore bravo, da ammirare, non è solo
quello che riesce a vincere, bensì quello
che sa vincere. E che sa anche perdere.
Questa premessa, che all’apparenza può
sembrare scontata, è invece
l’imprescindibile punto di partenza per
cominciare a parlare di sport. Il
calciatore, sia esso bambino o adulto,
dilettante o professionista, che si dimostra
educato, puntuale, ordinato e rispettoso
della cultura sportiva, è già di per sé un
ottimo calciatore. Se poi è anche più bravo
degli altri tanto meglio.
Il codice comportamentale Lottogiaveno
pretende che i propri calciatori rispettino
le seguenti norme:
Giocatori in campo
-
entrata in campo per mano;
-
saluto finale agli avversari, agli
arbitri e al pubblico;
-
presentarsi in campo sempre con la
divisa in ordine;
-
saluto ai compenenti della panchina
avversaria da parte dei giocatori e
dirigenti;
-
accogliere le decisioni dell’arbitro,
sapendo che come i giocatori ha diritto
all’errore anche se fa di tutto per non
commetterlo;
-
non trarre in inganno l’arbitro con
simulazioni o gesti che possano far
sbagliare il medesimo;
-
sottolineare attraverso gesti di
esemplare sportività eventuali errori a
favore da parte dei giudici di gara
(fallo di mani, rigori, rimesse, etc…);
-
rispettare e non discriminare
l’avversario in relazione alla razza,
all’origine etcnica o territoriale,
all’età, alla religione, alle opinioni
politiche e filosofiche;
-
accettazione disgnitosa del risultato
del campo;
-
evitare le cattiverie gratuite;
-
mantenere compostezza in panchina;
-
non provocare e non cadere in provazioni;
Giocatori fuori
dal campo e in spogliatoio
-
arrivo sempre in divisa al campo;
-
lasciare in ordine le strutture, sia in
casa che in trasferta;
-
all’appello, spogliatoio in ordine con
giocatori pronte con le maglie indossate
e senza collannine, braccialetti e
orecchini;
Sempre
-
assolutamente non bestemmiare perché
forma incivile di violenza verbale;
-
accettare sempre le decisioni del mister
anche se non conformi al proprio
pensiero
Dirigenti e
Tecnici
E’
impossibile pretendere educazione, rispetto
e cultura sportiva dai calciatori senza che
questi valori siano ben radicati nella
cultura personale di tecnici e dirigenti,
figure fondamentali all’interno di una
squadra per il loro compito di guida e di
consiglieri. Ruolo che accresce d’importonza
quando la squadra da coordinare dirigere è
composta da bambini o ragazzi minorenni,
agli occhi dei quali la figura del dirigente
deve apparire come un esempio
comportamentale di riferimento. Un
riferimento negativo da parte di un
dirigente o di un tecnico si traduce in un
comportamento sbagliato del calciatore sul
terreno di gioco, nel quale può scattare un
meccanismo di inconscia autorizzazione
causato dall’atteggiamento della panchina,
nonché in una mancata occasione di crescita
e di sviluppo della cultura sportiva.
Il codice
comportamentale Lottogiaveno pretende che i
propri tecnici e dirigenti rispettino le
seguenti norme:
-
cortese accoglienza ai giudici di gara;
-
non rendersi protagonisti di gesti di
maleducazione nei confronti di chiunque;
-
non protestare;
-
punire in maniera ferma secondo i
dettami della società i giocatori che si
renderanno autori di gesti di scarsa
sportività e di grave meleducazione
educandoli in merito;
-
accettare ogni decisione da parte degli
arbitri;
-
non provocare e non cadere in provazioni;
-
accettazione disgnitosa del risultato
del campo;
-
rispettare e non discrimare l’avversario
in relazione alla razza, all’origine
etcnica o territoriale, all’età, alla
religione, alle opinioni politiche e
filosofiche;
-
rendersi protagonista di gesti di
sportività (segnalazione di un rigore
regalato, di un fallo di mano, di una
rimessa erroneamente concessa, etc…)
-
mantenere sempre un alto auto controllo
evitando di perdere la pazienza e la
calma;
-
salutare sempre i dirigenti e lo staff
tecnico della squadra avversaria;
-
assolutamente non bestemmiare perché
forma incivile di violenza verbale;
-
mantenere un comportamento esemplare che
costituisca un modello positivo per i
giovani e i bambini;
-
non premiare in alcun modo i
comportamenti sleali;
-
evitare di trattare i bambini come
piccoli adulti. Bisogna essere coscienti
delle trasformazioni fisiche e
psicologiche implicate nella maturazione
giovanile e di come questi cambiamenti
influiscono sulla prestazione sportiva;
-
dedicare un interesse uguale ai giovani
con maggiore o minore talento;
-
far vivere ai ragazzi del settore
giovanile un’esperienza di sport che li
incoraggi a partecipare per tutta la
vita ad una sana attività di sport;
-
dialogare con i ragazzi spiegando le
decisioni;
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